martedì 2 febbraio 2010

la classifica dei giocatori


più brutti vede riberì e gattuso in grande spolvero ma, sinceramente, dei calciatori preferiamo tutti le mogli o le compagne. Infatti John Terry, per non essere smentito, si è fatto beccare con la fidanzata del suo migliore amico i dettagli in questo articolo

http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-1247408/John-Terry-Wayne-Bridges-girlfriend-Vanessa-Perroncel-pregnant--England-captain-arranged-abortion.html

nella foto la Perroncel che sa di essere fotografata..

Zac, 1 punto...


grande prestazione della Juventus che, in casa, contro la grandissima lazio di Lotito, ottiene un punto che sta stretto. Dopo un assedio che è durato circa un ora la juventus passa con un rigore regalato a Del Piero, che si ricorda di essere l'erede del grande tuffatore Pavel Nedved. Naturalmente segna ed esulta come sa fare solo lui ma, dopo 7 minuti 7, dopo che la Lazio non giocava a calcio per ragioni incomprensibili, decide di fare la partita e riesce a trovare il pareggio dopo aver dimostrato che con un poco di coraggio invece che un punto poteva tornare a casa con tre. Tutti vissero felici e perdenti e, Mou, dall'alto della sua classifica, può anche riposarsi visto che a Parma il prefetto decide che la neve è un ostacolo insormontabile per i tifosi rimandando Parma - Inter e facendo riposare quest'ultima che, dopo Milan e Juve deve battere anche la Fiorentina domani. Il calciomercato si è concluso con l'inter che regala mancini al milan come risarcimento di vecchie ruggini postderby, e l'acquisto di mariga e pandev da parte di mou che si lamenta per la mancanza di uomini. La juventus, da media retrocessione, si ritiene a posto con Paolucci (riserva del siena) e candreva, che solo il livorno può rimpiangere. Intanto il progettò va avanti, forse.... qui Zaccheroni che spiega che puntiamo al 1 a 1....

commento al vangelo di domenica 31 01 2010


Gesù per spiegare la scrittura non usa parole difficili, ma indica se stesso come compimento della scrittura. E' normale che i farisei non lo riconoscano come messia, nonostante abbia dato prova a Cafarnao di poter operare miracoli. La gente è invidiosa, vuole un segno, invece di essere felici di averlo nella sua città natale ci sono molte persone che non credono. Addirittura gli rimproverano il suo passato, le sue origini umili, non possono capire che Dio opera in quest'uomo li conosciuto come il figlio del falegname. Quante volte ci stupiamo quando un fratello, un figlio, un genitore ci rimprovera giustamente qualcosa. La verità fa più male se a dirla sono le persone che ci amano, la vediamo come un tradimento, un offesa che va fatta scontare. Gesù insengnando nella sinagoga di nazareth ha rischiato la vita, sapeva che i suoi compaesani non avrebbero compreso. Eppure è andato, è un atto dovuto dire la verità, non si può scappare, dovrà andare a Gerusalemme, sempre per fare la volontà del Padre, per salvare tutti. Se ascoltassimo il Signore quando ci parla saremmo salvi, invece cerchiamo di distruggere la sua parola con il nostro rumore, perchè la sua parola ci accusa delle nostre mancanze che siamo sempre pronti a giustificare. Il nostro monte, l'orgoglio, non può uccidere le Sue parole, ma è sufficiente per allontanarci da Lui, causando la nostra rovina. Preparando agguati a Gesù non facciamo altro che ferirci da soli.

lunedì 1 febbraio 2010

il vangelo di domenica 31 gennaio 2010

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,21-30.
Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi».
Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?».
Ma egli rispose: «Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua patria!».
Poi aggiunse: «Nessun profeta è bene accetto in patria.
Vi dico anche: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese;
ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone.
C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro».
All'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno;
si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio.
Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.